sabato 23 settembre 2017

Meat loaf and mashed potatoes di Martha Stewart






Appena ho visto questa ricetta nel blog di Patty, l’ho segnata per rifarla. Tralasciando il fatto che ho tempi geologici di reazione, il polpettone americano mi ha sempre incuriosito. Non c’è film o serie tv americana nel quale non venga nominato come piatto speciale che si prepara a qualcuno che ami o quello delle grandi occasioni. Dall’aspetto tutt’altro che speciale mi chiedevo cosa potesse mai avere per essere così ambito, forse perché è un piatto che prevede una vera preparazione al contrario del classico panino colloso mangiato come pasto in America. Il polpettone contempla pure di sedersi a tavola e non di mangiare sul divano davanti alla televisione, chissà che sia proprio questo a farne un piatto della tradizione e della famiglia. 

martedì 12 settembre 2017

Pesto di scarti di broccoli per la Giornata Nazionale delle altre Salse Pestate




Nessuno può rinnegare la supremazia indiscussa del pesto genovese. Famoso in tutto il mondo, unico e inimitabile è lui il re delle salse pestate, esistono tuttavia alti pesti che accompagnano i nostri menù. Da nord a sud l’Italia ha molte salse pestate adatte per condire la pasta o i crostini: dalla salsa di noci al pesto alla trapanese o al pesto di pistacchi. Ho scoperto presto che si poteva mettere la rucola al posto del basilico e il sapore prendeva vie del tutto nuove, lo stesso valeva per le zucchine e la fantasia nelle salse pestate è diventata pressoché infinita. 

mercoledì 6 settembre 2017

Pasta con i broccoli per la Giornata Nazionale del Commissario Montalbano







Guida la sua auto scassata verso Marinella, pensando all’ultimo caso, parcheggia davanti casa e scende con calma. Mentre cerca di aprire la serratura di casa, santiando perché non trova la chiave giusta, sente suonare il telefono. E’ Livia che inizia a fare mille domande sul perché non ha risposto subito. La solita sciarratina e l’umore diventa nivuro, solo una longa doccia calda può distendere i nervi. Con ancora addosso l’accappatoio esce sulla veranda, conza la tavola e apre il forno in cerca di ciò che Adelina, la donna delle pulizie, gli ha preparato per cena. Trova la pasta con i broccoli e la serata si tinge di leggerezza e bontà. Lo sciauro dei maccheroni pervade la casa e l’aria frisca che arriva dal mare lo fanno sentire in pace col mondo.



Ho immaginato il commissario in questa scena, come tante volte nei libri, sulla veranda della sua casa di Marinella o da Enzo, la trattoria dove va sempre e dove si sente a casa. Mi ha sempre stupito la sua necessità di mangiare da solo o in compagnia ma sempre in religioso silenzio, durante il pasto. Io che odio mangiare da sola, soprattutto al ristorante, e che vivo il pasto come convivialità, ho sempre trovato strano questo suo esaltare il cibo, quasi a elemento mistico. Dare il giusto spazio a ciò che si mangia, sentire il territorio nel boccone, ecco, cosa mi fa venire in mente il commissario ogni volta che si accinge a mettere in bocca qualcosa. Sentire il sapore del mare nelle triglie di scoglio di Enzo o nel risotto al nivuro di siccia è per Montalbano un rito che si ripete ogni volta. Il tributo al mare non si ferma al piacere di mangiare da Enzo ma, si concretizza con la passiata al molo e con la chiacchierata con il grancio. 

 

Il mare e il cibo, questi due elementi non mancano mai nei libri di Camilleri. E poi c’è lei, Adelina, una figura sempre molto presente quasi mai protagonista, la donna delle pulizie che è quasi una mamma per lui e che detesta, ricambiata, la fidanzata Livia. Adelina lo coccola, lo custodisce, è una certezza per il commissario aprire il frigo o il forno e trovare un pasto pronto. Adelina è donna pratica, più di terra che di mare, abituata dalla vita a cucinare piatti poveri e sostanziosi, ecco che da lei arrivano la pasta ‘ncasciata, la pasta con il sugo di sasizza e la caponata. 


La sacralità del pasto, l’assenza di pensieri nel preciso momento in cui le papille gustative danno informazioni al cervello. E’ tutto quello che spesso ci perdiamo mangiando di fretta, il pasto dovrebbe essere un momento di relax, di abbandono, invece, diventa troppo spesso solo un soddisfare un bisogno primario. Il pasto rimane comunque un rito per noi italiani, che comincia con apparecchiare la tavola e sedersi tutti al tavolino. Anche se lo stiamo un po’ perdendo durante la settimana lavorativa, la domenica rimane il giorno eletto per questo: la tavola è curata, il cibo preparato in abbondanza e sedersi tutti insieme diventa un modo per parlare e confrontarsi.



Nella Giornata Nazionale dedicata al Commissario Montalbano nel Calendario del Cibo Italiano,  ho scelto la pasta con i broccoli, una pasta che potrebbe essere stata preparata da Adelina, con profumi che mi ricordano molto  la Sicilia.



PASTA CON I BROCCOLI

Ingredienti per 4 Persone

400 grammi di maccheroni

1 cavolfiore da 1 kg.

70 grammi di uva sultanina e pinoli

2 acciughe salate

1 bustina di zafferano

1 cipolla media

olio d’oliva

sale e pepe

Lessare il cavolfiore a pezzi in acqua salata. In un tegame soffriggere la cipolla finemente affettata con olio abbondante, aggiungendovi lo zafferano sciolto in un po’ di acqua tiepida, l’uva sultanina) e i pinoli; lasciare insaporire e unire anche il cavolfiore a pezzi. Far soffriggere a fuoco vivo, condire con sale e pepe, aggiungere un mestolo di acqua di cottura della verdura e infine le acciughe. A parte lessare la pasta nell’acqua del cavolfiore, scolatela al dente, condire col sugo già pronto e lasciare riposare per almeno 10 minuti.


domenica 13 agosto 2017

Menù di mare con i formaggi del Mugello





Sono una curiosa del cibo, lo sono sempre stata ma, se c’è un accostamento che mi sono sempre rifiutata di fare: mescolare il pesce o i funghi al formaggi. Ecco che partecipando al contest Latti da Mangiare 3.0 della Storica Fattoria Palagiaccio a Scarperia, alla sua terza edizione, mai pensavo che gli accostamenti potessero essere tanto sfacciati. Ho detto di sì ancor prima di vedere con cosa avrei dovuto abbinare i formaggi da utilizzare e per molto tempo sono stata combattuta. Che avessi scelto ingredienti di bosco o di mare sarei sempre stata in difficoltà. L’unica via d’uscita era osare, l’ho fatto e non sono per niente pentita, giusto per rafforzare il detto, mai dire mai.

mercoledì 9 agosto 2017

Insalata di pesche grigliate




D’estate faccio insalate in quantità, dalle più semplici a quelle più fantasiose, tutto pur di non accendere né forno né fornello. In compagnia di Lucifero poi, passo da prosciutto e melone, a ananas, melone e gamberi, a anguria e feta, a insalatone più o meno ricche, basta ridurre al minimo lo sforzo. A volte mi piace osare con alimenti alternativi e mixare la verdura con la frutta. Era da molto tempo che volevo provare questa insalata, e la Giornata Nazionale delle Pesche nel Calendario del Cibo Italiano mi ha dato l’occasione per provarla.

martedì 8 agosto 2017

Succo di mela, carota, pesca e zenzero





Il quartiere dell’ospedale di Milano dove Michele è stato ricoverato l’anno scorso, mi è apparso subito un crocevia di strade di passaggio con pochi negozi, molti palazzi e qualche giardinetto. Quel tipo di area metropolitana dove le persone vivono ma, da dove poi si spostano per lavorare, divertirsi e fare shopping. 

Ho adocchiato subito un bar per prendermi almeno un caffè e ho notato appena dopo un esercizio che pareva essere un ortofrutta ma aveva anche piante in vendita e, all’interno vendeva estratti e faceva delle piadine con tutti i tipi di farina possibili. La maggior parte della clientela erano studenti di un vicino istituto francese e i parenti dei degenti del vicino ospedale, tutti pranzavano con piadine giganti e questi estratti e centrifugati bellissimi e colorati. 

Mi sono fatta contagiare e, per quanto possa odiare mangiare da sola, mi sono seduta al tavolino e ho ordinato tra le tantissime proposte. Per tutti i 12 giorni della mia permanenza a Milano non mi sono fatta mancare almeno un estratto di frutta e/o verdura. Ho scoperto, andando in giro che un quartiere per quanto anonimo possa essere ha i suoi angoli carini, che le persone se ti vedono, ti salutano e, se ti rivedono, si fermano pure a fare 2 chiacchiere. Insomma la Milano che non mi aspettavo. Al bar ormai ero “la toscana” per il mio chiedere “un pezzo dolce” quando volevo una pasta; la prima volta hanno sgranato gli occhi guardandomi come un alieno e poi, qualcuno da dietro il bancone, ha urlato: ma è toscana e un pezzo dolce è un croissant.
 
Tutto questo è avvenuto a maggio e a settembre per il mio compleanno Michele ha pensato bene di regalarmi un estrattore. Adoro mescolare un po’ a caso e fare talvolta i succhi e altre i estratti che conservano un pochino più di polpa. Per la Giornata Nazionale dei frullati, centrifugati e frappè del Calendario del Cibo Italiano ho pensato di proporre un succo di mela, pesca, carota e zenzero, ideale per queste giornate calde. 




Gli estratti sono ottimi al mattino se fatti e bevuti subito perché ricchi di vitamine che nel tempo invece si perdono, si possono conservare in frigorifero ma personalmente, preferisco farli freschi ogni giorno.

Carota 1
Pesca 1
Mela 1
Zenzero 1 cm
Acqua 50 ml

Pelare la carota e lavare la pesca. Detorsolare la mela e dividerla in spicchi. Pulire lo zenzero. Inserire tutto nell'estrattore utilizzando il filtro a maglia sottile. Versare l'acqua e azionare.

lunedì 31 luglio 2017

Scallion pancakes per Crepe is the new black





Durante l’ultimo workshop in Garfagnana, una delle ricette realizzate fu proprio quella degli scallion pancakes con vero scallion puzzolente, arrivato direttamente da Singapore (i passeggeri dell’aereo, poi del treno e dell’auto che li hanno recapitati a destinazione, ancora ricorderanno quel terribile fetore, avranno di sicuro guardato in cagnesco il proprio vicino pensando che quell’odore pungente arrivasse direttamente dalle loro scarpe... già lo scallion è una cipollina penetrante). Li ho mangiati pensando che fossero davvero buoni ma, nel turbinio di sapori delle mille mila ricette fatte, non mi avevano lasciato un ricordo indelebile. Lo hanno fatto a Bardolino, complice il corso crepi..tando in cucina, a Casa Cortella, da Cinzia, dove li ho visti fare dalle manine sante della Mai e fatti a mia volta. Gli scallion pancakes hanno una preparazione divertente e soprattutto sono tanto tanto buoni.



Il bello di avere delle certezze è la consapevolezza che basta molto poco per demolirle: non ho mai avuto simpatia per le crepes eppure, questo nuovo libro dell’MTC mi ha fatto cambiare idea su tutta la linea. Il giro del mondo in 45 crepes e molte altre creative e la voglia di farle tutte è scattata immediatamente. 


Le uniche crepes che ricordo con piacere, ma si sa che con la vecchiaia si diventa tutti un po’ nostalgici, sono le crepes che faceva la mia amica Anna, ripiene di prosciutto cotto e poi inondate di besciamella e gratinate in forno. Per essere solo studentesse in improbabili appartamenti, privi di qualsivoglia elettrodomestico, era già un bel mangiare ma, da allora non le ho mai più assaggiate o rifatte. Come al solito solo l’MTC può pungolarmi e far crollare quell’atavica pigrizia che con il caldo diventa patologia.


Confesso che non ho fatto tutto da sola (tranne mangiarli, in quel campo non mi batte nessuno) ma ho avuto 2 aiutanti d’eccezione: Dario e la sua amica Cecilia piccola cuoca in erba, desiderosa di imparare. Si sono alternati da bravi amici nella realizzazione ma, al momento delle foto si sono smaterializzati, pare che fare da assistenti o modelli sia di una noia mortale.



Riporto dal libro: “Scallion è propriamente un tipo di cipolla fresca, molto diffuso nei Paesi asiatici, dal gusto meno pungente della nostra cipollina, a cui somiglia tantissimo, nell’aspetto. Solitamente utilizzato in modo trasversale in moltissime ricette, è l’ingrediente principale, di questi pancakes, contraddistinti dalla sfogliatura a 5 strati, nascosti sotto una superficie croccante: talmente buoni da non richiedere nessun complemento...”, noi abbiamo aggiunto un hummus di ceci tanto per gradire!



per circa 6 pezzi di 12 cm di diametro

180 g di farina
dai 100 ai 120 ml di acqua calda
la parte verde di tre cipollotti freschi, affettata sottile
3 cucchiai di olio di semi di sesamo o altro olio di semi
un cucchiaino di sale
olio di semi per friggere

Setacciate la farina con il sale in un’ampia terrina. Scaldate l’acqua fin quasi al bollore. Versatela poco alla volta, incorporandola alla farina con un cucchiaio di legno, per non bruciarvi. Dopodichè, trasferite il composto su un piano di lavoro leggermente infarinato e impastatelo fino ad ottenere un impasto liscio e setoso.
Suddividetelo in sei pezzi uguali
Stenedetene uno in un cerchio con il mattarello, allo spessore di 1-2 mm
Con un pennellino, spalmate tutta la superficie con l’olio di sesamo
Arrotolatelo su se stesso, non troppo strettamente, a sigaretta prima e a spirale poi.
Spianatelo di nuovo in un cerchio con il mattarello.
Cospargete tutta la superficie con i cipollotti tritati.
Arrotolate a sigaretta, questa volta piuttosto strettamente, e poi di nuovo a spirale.
Spianate di nuovo col mattarello, in un cerchio di 8-10 cm di diametro
Fate lo stesso con i restanti pezzi.
Scaldate 2 cucchiai di olio di semi in una padella e, quando è caldo ma non bollente, friggetevi il pancake, prima da un lato e poi dall’altro: la superficie dovra’ essere dorata e croccante.
Fateli asciugare su carta assorbente da cucina e serviteli immediatamente.


Con questa ricetta partecipo a