martedì 27 giugno 2017

Il mio gelato di zenzero con salsa ai lamponi per il Club del 27




 
Le sfide tecniche dell’MTC sono le mie preferite, quelle nelle quali la ricetta proposta insegna competenze nuove, mai provate prima. La sfida sul gelato fatto in casa, senza gelatiera (nel mio caso) della Mapi è stata una delle più amate, riuscire a servire un gelato fatto con le proprie mani è paragonabile in soddisfazione, ad un panettone lievitato perfettamente. Potrei averne fatti tanti in questi anni, la mia amica Barbara ancora mi chiede quello alle olive nere che le feci assaggiare (ha gusti strani la ragazza) invece ho sempre rimandato. Ci voleva il Club del 27 per indurmi a riprovare e peccato che questo mese sia stato molto impegnato altrimenti ne avrei provati almeno 2 o 3. 




Ho scelto quello allo zenzero di Dauliana perché lei è una certezza e lo zenzero è la mia fissazione. Fare il gelato a casa vuol dire utilizzare materie prime ottime, altrimenti neanche provare a farlo, le quantità sono piccole e vale la pena di farlo buonissimo. 



Questo gelato, in particolare, ha meno della metà della dose di zucchero adatta per la crema inglese come spiega bene Mapi nel suo post, ma per sentire bene il sapore dello zenzero ho preferito diminuire lo zucchero oltre la dose di Dauliana. Ho evitato il ribes perché non mi piace ma la salsa di lamponi è veramente paradisiaca, se amate l’asprigno. 





GELATO ALLO ZENZERO CON SALSA AI LAMPONI E GRAPPA:


300 g di latte intero

130 g di zucchero

250 g di panna fresca

3 tuorli

1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato



per la salsa ai lamponi e grappa:

300g di lamponi

1 cucchiaio scarso di zucchero

1 bicchierino di grappa morbida



Preparare la crema inglese per il gelato montando i tuorli con lo zucchero e nel frattempo far bollire il latte con lo zenzero grattugiato. Versarlo a filo sulle uova montate mescolando continuamente con una frusta. Versare in un pentolinoe  fare addensare la crema inglese fino a quando non velerà il dorso di un cucchiaio e avrà raggiunto la temperatura di 85 °C. Non superare questa temperatura o lo stadio della velatura del cucchiaio, altrimenti la crema si coagula e impazzisce. Toglierla immediatamente dal fuoco e immergere la base della pentola in una ciotola contenente acqua e ghiaccio mescolando continuamente, altrimenti si raffredda solo quella a contatto coi bordi del recipiente, mentre il resto rimane caldo. Se l’acqua si intiepidisce sostituirla con altra acqua fredda e ghiaccio per abbatterne rapidamente la temperatura. Quando la crema sarà fredda trasferirla in un barattolo a chiusura ermetica  e far riposare in frigo almeno un’ora, anche tutta la notte: il composto deve essere freddo di frigorifero prima di passare alle fasi successive della lavorazione. Unire la panna liquida al composto e amalgamarla bene fino a che non sarà perfettamente inglobata.



Trasferirla in un contenitore rettangolare con coperchio e metterla in freezer per 60-90 minuti,riprendere la crema e dare una frullata con le fruste elettriche per rompere i primi cristalli di ghiaccio, rimettere in congelatore e ripetere questo passaggio per altre due volte, alla terza e ultima volta mettere il gelato in una vaschetta apposita coperto da un foglio di cartaforno a contatto che eviterà la formazione di cristalli di ghiaccio e riporre in freezer per 30-60 minuti,prima di servirlo lasciarlo 20 minuti in frigorifero.


Preparare la salsa mettendo in una padella lo zucchero e un cucchiaio di acqua, unire i lamponi e cuocerli per un paio di minuti, sfumare con la grappa e finire la cottura fino a che saranno completamente disfatti,passarli al colino per togliere i semi.

Servire il gelato con la salsa. 




sabato 27 maggio 2017

La mia insalata di polpo per il Club del 27




Il Club del 27 non è uno di quei circoli dove si gioca a bridge ma un manipolo di donne mtc addicted che non si accontentano di fare la ricetta del mese e magari quella del tema del mese ma vogliono di più. 


Nel club vengono messe a disposizione le ricette del tema del mese di sfide passate e le cuoche seriali tesserate rifanno le ricette che non hanno fatto in precedenza. Un modo per fare e rifare cimentandosi con ricette che stuzzicano, il tutto in modo da condividere e confrontarsi su un tema che ci piace. 


Ho scelto un’insalata semplice, di quelle però, che non possono mancare sulle tavole estive. Ogni volta che penso all’insalata di polpo penso al mare, alle sere d’estate quando il caldo ancora attanaglia e si ha voglia di un piatto fresco. Unica variazione alla ricetta tratta da Insalata da Tiffany è la scelta dei fagioli giallorini al posto dei cannellini. 



Una varietà tipica della zona della Garfagnana tanto per ribadire, se mai ce ne fosse bisogno, che sono da bosco e da riviera e che il mio blog incarna perfettamente il mio essere una garfagnina in Versilia.

 





Insalata di Polpo con Cannellini Giallorini
Di Milena Scalambra



Ingredienti
2 polpi da 1 kg ciascuno
Aceto di vino bianco qb
400g di fagioli giallorini secchi

Salvia qualche foglia
1 mazzo di prezzemolo
2 spicchi di aglio
Olio extra vergine di oliva qb
Sale e pepe di mulinello qb



Procedimento

Ammollare i fagioli in acqua per una intera notte, scolarli e metteteli con la salvia in una pentola capiente, coperti completamente di acqua fredda e portate a bollore. Abbassare la fiamma al minimo e proseguire la cottura per un paio di ore, fino a che risulteranno teneri. Scolarli e lasciarli raffreddare.

Pulire i polpi, eliminando occhi e dente, sciacquandoli bene sotto l’acqua corrente.

Porre i polpi in una pentola molto capiente, coprirli con abbondante acqua e aceto (3 parti di acqua ed 1 di aceto in proporzione) e farli cuocere per 40 minuti o fino a che non saranno teneri. (I polpi se non sono battuti hanno una carne coriacea che risulta dura una volta cotta, sarebbe meglio congelarli prima della cottura perché il freddo contribuisce a rendere più morbide le carni). Spegnere quindi il fuoco e lasciar raffreddare i polpi nella loro acqua di cottura. Quando saranno freddi scolate i polpi, spellateli, tagliarli a tronchetti e mettere tutto in una insalatiera insieme ai fagioli.

Condire tutto con aglio e prezzemolo tritati, un filo di olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale e una macinata di pepe, servendo immediatamente.

giovedì 18 maggio 2017

Un Mare di Gusto, Palamita & Friends a San Vincenzo (LI) - tra gare culinarie e street food






Scoprire un territorio è ciò che più amo dell’avere un blog di cucina perché, in una sola volta, vengono appagati, in me, curiosità e desideri. Mi è capitato spesso di prendere parte a blogtour e ogni volta, tornare a casa, ha significato portarmi dietro un pezzetto della terra visitata. Assaggio, tocco, vedo, parlo, conosco, studio e imparo: ogni luogo mi dà qualcosa ma, ci sono dei luoghi che, per motivi ancora da capire, fanno breccia e mi si appiccicano addosso più di altri.

giovedì 11 maggio 2017

Pita od griza sa malinama - Strudel di pasta fillo con semolino e lamponi




Sul Calendario del Cibo Italiano oggi si festeggia Petronilla ovvero Amalia Moretti Foggia, esperta di “arte cucinaria” sulle pagine della Domenica del Corriere a partire dal 1929. Le sue rubriche settimanali si articolavano anche in La massaia scrupolosa sul Romanzo Mensile e Una mamma sul Corriere dei piccoli.
Sono famosi i suoi consigli alle massaie alle quali proponeva suggerimenti in periodi di ristrettezze economiche «sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero; spendendo pochetto ma….nutrendo bastevolmente»




Laureata in Medicina con specializzazione in Pediatria, fu una grande donna, non solo per il suo aiuto discreto alle donne in cucina ma anche come medico, spiegando alle mamme quali fossero le norme igieniche corrette. Di Petronilla rimangono ricette semplici, ancora attuali e un grande messaggio per tutte le donne.


E’ esistita un’altra donna, altrettanto straordinaria, vissuta in un’altra realtà e in un altro Paese, è Spasenja - Pata Markovic, serba, che sul quotidiano di Belgrado, “Politika” a partire degli anni ’30 aveva una rubrica dove elargiva consigli alle donne su come cucinare e conservare i cibi, come apparecchiare la tavola, come intrattenere gli ospiti e come comporre il menù per tutti i giorni. In più, pubblicava ricette di cucina serba ma anche quella francese e austroungarica. Fondò perfino la prima scuola di cucina per ragazze a Belgrado. Pubblicò nel 1939 una raccolta di 4000 ricette con il titolo “Il mio libro di cucina. Dopo la guerra finì in disgrazia e morì sola nel 1957. Di lei rimane quel libro ripubblicato nel 1963 dal quale è tratta questa ricetta.  Ho conosciuto Pata grazie a Marina che ne ha parlato spesso sul suo blog e oggi sul sito del Calendario. Il dolce che ho scelto è una sorta di strudel molto semplice che tuttavia risulta regale, perfetto per un fine pasto o un thè. La pasta phyllo croccante racchiude una crema di semolino impreziosita con dei lamponi. Ho utilizzato della pasta phyllo pronta ma la ricetta descrive in dettaglio la realizzazione della pasta da fare a mano.

Per la pasta:
(per 4 persone)

120 g di farina 00

75 ml di acqua tiepida

Un pizzico di sale

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

come alternativa si può utilizzare la pasta phyllo già pronte (io ho fatto così)

Per il ripieno:

70 g di semolino

250 ml di latte

2 cucchiai di zucchero

La scorza grattugiata di 1 limone non trattato

2 tuorli

Un pugno di lamponi freschi (15 circa)



Olio per spennellare la pasta

Zucchero a velo



Preparazione della pasta:

Mettere la farina a fontana su una spianatoia, aggiungere un pizzico di sale. Aggiungere l’olio e iniziare a versare l’acqua tiepida Iniziare a impastare unendo via via tutta la farina finché l’impasto non smetterà di attaccarsi alla mano e diventerà liscio e morbido. Fare una palla e spennellarla con un po’ di olio sia sopra che sotto. Coprire con un foglio trasparente o un piatto e lasciar riposare almeno 30 minuti.


Il ripieno:

Scaldare il latte con lo zucchero fino a che si sarà sciolto e mescolando attentamente versare dentro il semolino finché quest’ultimo non diventi denso. Aggiungere la buccia grattugiata di 1 limone e i 2 tuorli. Mescolare molto bene e lasciar raffreddare.

Per stendere la pasta:

Riprendere la pasta e iniziare a stenderla con il matterello girandola continuamente fino a farla diventare sottile. A questo punto prendere una tovaglia di cotone o un grande strofinaccio e cospargerla di semola rimacinata.  Prendere la pasta con le mani e iniziare a girarla tirandola continuamente per i bordi. Di tanto in tanto bisogna poggiarla sulla tovaglia per darle la forma per poi riprenderla. Quando è diventata quasi trasparente sistemarla sulla tovaglia e darle la forma di un rettangolo. Dovreste ottenere un rettangolo più o meno 40 x 30 cm. I bordi della pasta saranno più spessi e bisogna tagliarli con una rotellina.


Spennellare la pasta con un po’ di olio e disporvi il ripieno sul lato lungo.  Distribuire i lamponi sul ripieno e aiutandovi con lo strofinaccio arrotolare la pasta.

Sistemare il rotolo sulla teglia da forno coperta con la carta da forno e spennellare di nuovo con un po’ di olio.

Cuocere 20 minuti circa nel forno a 180°C.

Lasciar intiepidire e tagliare a fette spesse. Prima di servire cospargere abbondantemente con lo zucchero a velo.