martedì 22 maggio 2018

Torta di farro per "Risorse" a RTV38


  

Non ci crederete mai, ma ho appena fatto una ricetta in diretta tv e l’ho postata direttamente dagli studi televisivi di RTV38, durante la trasmissione “Risorse” condotta da Fabrizio Diolaiuti. Stasera si parla di internet e ho spiegato cosa vuol dire essere una food blogger. In pratica ho fatto un mezzo trasloco, tra ingredienti, utensili, macchina fotografica, cavalletto, props e pc perché, che si sappia, la vita della food blogger è faticosa. Non c’è gioia più grande che stancarsi facendo quello che ci piace, e io amo tutto ciò che è cucina e ricette.


Con il tempo ho scoperto che anche la fotografia era una passione o cercare suppellettili food nei mercatini dell’usato o sfogliare libri di cucina. Da quando essere una food blogger è diventato un lavoro, scrivendo articoli o facendo foto per riviste o realizzando corsi di cucina o progettando blog tour la passione è diventata lavoro. È come se un sogno, da quel cassetto quasi dimenticato, si fosse realizzato. Stasera sono qui per dimostrarlo, ansia e agitazione ma anche tanta soddisfazione.

Per l’impasto:
Farina 150 g
Latte tiepido q b
Sale
Olio

Per la farcia:
Farro della Garfagnana 150 g
Ricotta 250 g
Parmigiano 30 g
Uova 1
Sale e pepe

Impastare la farina con il sale e l'olio, aggiungendo via via il latte tiepido, fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea. Nel frattempo lessare il farro in acqua salata, lasciandolo al dente. Una volta scolato il farro, lasciandolo raffreddare alcuni minuti, unirlo alla ricotta, al parmigiano e all’uovo, aggiustando di sale e pepe. Stendere la pasta e foderare una teglia, precedentemente imburrata e infarinata (o utilizzando la carta da forno), poi riempire con l’impasto. Cuocere in forno a 200°C per circa 30 minuti.

giovedì 17 maggio 2018

Ravioli alla podagraria per Avanzi Tutta



 A primavera, quando il sole si fa tiepido, l’erba del giardino sembra diventata magica. Cresce mentre la stai rasando con il tosaerba e le erbe infestanti fanno festa. Quest’anno però sono stata io a fare la festa alle infestanti: ho scoperto che la podagraria, ospite indesiderato del mio giardino è un’erba selvatica commestibile e pure buona.

Questo mese a Avanzi tutta ci siamo occupati di erbe selvatiche, quelle più comuni e semplici da trovare, l’importante è cucinarle sempre e soltanto quando si è sicuri di ciò che si ha per le mani, come per i funghi alcune piante possono essere nocive, per questo dobbiamo stare attenti. 


Ho realizzato dei tortelloni con questa pianta dalle foglie tenere e dal sapore simile al sedano che sono piaciuti a tutti. La podagraria non mi fa più paura. Per questa e tutte le altre ricette guardate qui.

giovedì 3 maggio 2018

Crostoni di pane con cannellini - L'Umbria che non ti aspetti





Sono state molte volte in Umbria. E’ forse la regione che amo di più, per lo stile di vita, per la storia, la natura, il cibo e per quell’aura mistica che si ritrova in molti luoghi sacri. 
Non ero mai stata però nell’Umbria che non ti aspetti. Per chi non lo sapesse e’ quella striscia di territorio che, geograficamente, si trova nel versante sinistro del Canale Maestro della Chiana in provincia di Perugia tra i comuni di Castiglione del Lago, Tuoro sul Trasimeno (in parte) Panicale (in parte) Paciano e Città della Pieve e in Provincia di Terni tra quelli di Monteleone d'Orvieto, Fabro Ficulle e Orvieto.


La Valdichiana è spesso identificata come toscana e basta, ma solo per chi non conosce bene la geografia del luogo; l’area umbra di conseguenza un po’ dimenticata ma, ha una sua storia e una sua peculiarità, diversa dalla toscana e dal resto dell’Umbria ed è quello che vorrei raccontare qui. Non un territorio di passaggio ma un luogo da conoscere e soprattutto da vivere. La sua fortuna è proprio l’essere zona di confine, dove, anche storicamente, sono avvenute delle contaminazioni che l’hanno arricchita sotto molti aspetti.






Città della Pieve ne è il cuore e l’anima e il borgo che non ti aspetti: i suoi edifici di mattoni, le vie strette, i palazzi, ma il meglio è nascosto in angoli che all’apparenza sembrano anonimi. All’interno dell'Oratorio dei Bianchi si trova l’Adorazione dei Magi, opera del più celebre concittadino pievese Pietro Vannucci, conosciuto anche come il Perugino che vi nacque nel 1448.
Si tratta di un affresco largo sette metri e alto sei metri mezzo commissionato e realizzato nel 1504.

Nella piazza centrale di Città della Pieve è ubicato il duomo, la Cattedrale dei Santi  Gervasio e Protasio.
La chiesa ha origini preromaniche ed offre la vista di numerose opere d'arte tra le quali particolare menzione meritano quelle di Domenico Alfani, di Giannicola di Paolo, del Pomarancio e del Savini. Tra tutte spiccano, però, quelle del Perugino: nel primo altare si trova il Battesimo di Cristo,  del 1510, nel quale la prospettiva è perfetta e le due figure, quella di San Giovanni e di Gesù Cristo, si trovano in una posa che richiama le statue dell'Antica Grecia. 

Sull'abside è collocato un altro quadro di Pietro Vannucci: una tavola che rappresenta la Madonna In Gloria tra i Santi protettori Gervasio e Protasio, firmata e datata nel 1514, composizione, tutta in primo piano, che si caratterizza per i particolari valori cromatici, impostati sul rosso e sull’azzurro.

Nella Chiesa di Santa Maria dei Servi, appena fuori le mura, oggi sede del Museo Civico Diocesano, è visibile  un altro importante affresco del Perugino.Si tratta della Deposizione dalla Croce del 1517, l'opera più importante in vecchiaia, rimasta nascosto a lungo dietro una intercapedine e riscoperta solo nel 1834.


A Città della Pieve c’è la storia , l’arte, l’architettrura ma anche la tradizione del Palio dei Terzieri, e l'Infiorata di San Luigi.
Nel Discovering tour organizzato da Pieve Promotions abbiamo visitato molti luoghi tra Città della Pieve e Monteleone d’Orvieto.
Avete in mente un casolare in pietra con tanto tanto terreno intorno, in parte coltivato, in parte prato e in parte bosco? 



Un luogo dove sentirsi a casa, con la gentilezza naturale del proprietario Alessandro Tassi e dei suoi genitori che l’aiutano. Un posto dove per colazione si mangiano crostate buonissime con marmellate fatte in casa con la frutta prodotta nei terreni di proprietà, o i fichi caramellati del papà, insomma dove il senso di genuinità, famiglia e passione si intrecciano.



E’ proprio soggiornando al Podere Siliano che ho avuto in regalo i legumi umbri con i quali ho preparato una ricetta semplice, quanto gustosa, di quelle così basiche da sembrare quasi una non ricetta, ma è una coccola da prepararsi di tanto in tanto.




4 fette di pane
200 g di Fagioli cannellini secchi Melagrani
1 cucchiaino di passata
3 spicchi d’aglio
Olio extra vergine di oliva Cornieto
1 peperoncino
2 rametti di salvia
un rametto di rosmarino 
sale e pepe 

Lasciare i fagioli in ammollo per 12 ore poi sciacquarli e lessarli in acqua leggermente salata con 1 aglio, rosmarino e salvia, fino a che non risultino morbidi.
In una padella mettere l’olio a scaldare, far soffriggere 1 spicchio d’aglio e 1 peperoncino  poi, unire i fagioli scolati  con un goccio di acqua di bollitura. Far insaporire poi unire la passata di pomodoro. Regolare di sale e pepe e lasciare cuocere 2 minuti.
Abbrustolire le fette di pane, sfregarle con l’aglio poi versare i fagioli caldi e un giro d’olio.